siamo pronti al metaverso

Per cose cosi importanti è bene aspettare

siamo pronti al metaverso

Senza alcun dubbio, il metaverso risulta essere un mondo virtuale avanzato in parte ancora da scoprire, ma più che mai affascinante seppur parzialmente sconosciuto, e che oltre tutto in pochi davvero conoscono ma che riesce comunque ad attirare la curiosità di tanti anche se solleva dubbi infiniti sopratutto in relazione alla possibilità di farlo incontrare ai ragazzi più giovani che sono particolarmente sensibili ed influenzabili.

Ma la realtà oggi è che questo nuovo mondo sta andando avanti e seppur tra tante criticità condivise dalle diverse opportunità che invece lo stesso offre a livello di mercato, sembra essere una “presenza” con la quale presto o tardi ci si dovrà confrontare e poi convivere.

E ciò accadrà andando a superare persino quelle fantasie dei racconti di fantascienza che hanno tentato di immaginare mondi virtuali avvicinandosi, e non di poco, a ciò che ora il mercato ci offre anche con un poco di “prepotenza ed arroganza” ma che si spera lo faccia anche con tanta attenzione, in modo particolare riguardo l’utenza più giovane.

Una tecnologia non per tutti

Per “dirla davvero tutta” si pensa che questa novità non sia adatta ad essere provata e/o convissuta da chiunque: infatti, si deve ricordare che in linea generale gli italiani non si muovono con così tanta dimestichezza nel mondo delle nuove tecnologie sempre più innovatrici e sorprendenti, ma sopratutto che sono in parte “restii” alle novità, quanto meno coloro che sono “diversamente giovani”.

Ma, in effetti, i nostri concittadini cosa ne sanno di questo nuovo scenario virtuale? Qui sale in cattedra l’Eurispes -Istituto di studi politici, economici e sociali- che ha cercato di sondare il terreno e di rispondere a questa domanda con una ricerca-studio basata sull’opinione di tanti soggetti differenziati dall’età e dal grado di istruzione.

Il primo dato che emerge, senz’altro in modo significativo visto che arriva ad una percentuale di circa il 57%, è che la maggior parte degli intervistati non ha mai sentito parlare di metaverso, nonostante oggi sia un argomento che tiene banco sui media (e non solo).

La percentuale del 22% circa rappresenta, invece, coloro che ne hanno sentito parlare, ma che non sanno esattamente cosa sia o rappresenti: e solo un altro 21% circa afferma di sapere che si tratta di una rete di mondi virtuali 3D incentrati sulla connessione sociale.

Un fenomeno sociale da tenere sott’occhio

Tale fenomeno, che tocca da vicino anche i siti di gioco sicuri che fanno utilizzare Trustly ai loro iscritti per depositare e ritirare, potrebbe rivoluzionare il mondo lavorativo delle persone ed anche ciò che apprendono, oppure come si divertono e come vivono la propria quotidianità. La familiarità con il metaverso viene a diminuire con l’aumentare dell’età degli intervistati, come sembra abbastanza logico: nella fascia tra i 45-65 anni ed oltre, tanti non ne hanno neppure mai sentito parlare.

Per essere più precisi, si sottolinea che dai 45 anni in poi anche coloro che ne hanno sentito parlare, nella stragrande maggioranza, non è a conoscenza di che cosa si tratti: su tali considerazioni influisce senz’altro positivamente il titolo di studio che riesce a far confrontare i soggetti intervistati con la conoscenza del mondo virtuale e dove i soggetti laureati risultato essere i più informati.

Soltanto il 40% circa non ha mai sentito nominare il metaverso ed il 60% circa ne ha sentito parlare pur non sapendone dare una definizione precisa. Dopo queste cifre che disegnano uno scenario in cui lo stesso metaverso “non si assesta bene”, sorge anche una domanda ulteriore: vista questa poca conoscenza di questo specifico argomento, a cosa pensano le persone quando se ne parla?

Le risposte in questo caso sono decisamente variegate e senza esporre le percentuali si può dire che alla parola metaverso corrispondono diverse “spiegazioni” che saltano da un settore ad un altro con molta improvvisazione: al digitale in generale, alla fantascienza, agli smartphone di ultima generazione, alle criptovalute, alla medicina sperimentale e, per ultimi, con un 2,8% al terrorismo internazionale od alla criminalità organizzata!

Ancora troppe idee confuse sull’argomento

Quindi, poche idee ma parecchio confuse, come si dice! E così diventa oltre modo difficoltoso interpretare quali siano le vere sensazioni di fronte a questo nuovo mondo, un nuovo universo digitale parallelo.

Senza alcun dubbio par di comprendere che la prima sensazione più condivisa sia una profonda curiosità che si divide in percentuali quasi simili di circa il 25% con l’indifferenza e poi con la preoccupazione. Ma quello che maggiormente colpisce, almeno chi scrive, è che una piccola percentuale del 10% si dichiara entusiasta di questa nuova esperienza mentre altri, al contrario, provano una sensazione di smarrimento: mentre soltanto un risicato 1,5% ne ha davvero paura.

Le persone più curiose ed interessate si sviluppano nella fascia di età tra i 18 ed i 44 anni, come pare concepibile, mentre tra i 45 ed i 64 anni il sentimento più diffuso è l’indifferenza, mentre tra gli over 64 risulta molto presente la preoccupazione (forse dovuta al fatto che ancora poco si conosce di questo nuovo mondo virtuale). Però, bisognerebbe anche segnalare che negli ultra 64enni oltre alla preoccupazione vive il sentimento dell’entusiasmo anche per una cosa nuova e di certo strana da scoprire.

Una nuova esperienza da capire bene

Novità da affrontare e con la quale confrontarsi con entusiasmo e da condividere seppur con una piccola dose di smarrimento di fronte ad una simile esperienza, ma pure con la fiducia di eventuali possibilità da applicarsi a nuove scoperte magari nel campo medico. Si può dire che ancora oggi il metaverso non appare una “invenzione” alla portata di tutti, ma sicuramente cosa che porterà a percezione ed esperienze tra le più disparate.

Insomma, si può senz’altro sottolineare che fa vivere un florilegio di sentimenti, taluni contrapposti, e che in conseguenza destabilizzano: si percepisce incertezza di perdere il contatto con la propria vita reale ed il proprio quotidiano “mischiandolo” al virtuale, ma anche fa nascere la percezione di qualcosa di eccitante e stimolante che possa autorizzare anche a fare cose innovative.

Dunque persone che nel futuro magari intendono utilizzare il metaverso al di là del gioco o della semplice socializzazione ed intensificare così le proprie esperienze di intrattenimento.

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Pubblicazione:
1 Giugno 2023
ore
08:00

Author: Bruce Peterson