legge delega sul riordino del settore giochi

Legge Delega per il Riordino del Gioco: Sarà la strada giusta?

legge delega sul riordino del settore giochi

“Presto e bene, non stanno mai bene assieme”: ed il richiamo ad un vecchio proverbio sembra proprio potersi applicare alla Legge Delega che contiene il famigerato articolo 15 nel quale si pensa al restyling del mondo dei giochi, ma racchiude anche una tempistica parecchio “trascinata” per arrivare alla fine di questo percorso istituzionale.

Dipenderà, poi, dalla voglia del Governo e dalla quantità di sforzi e di forze che si vorranno mettere a disposizione di questa ristrutturazione dell’intero settore dei giochi e dalla disponibilità degli addetti a questo restyling di ascoltare tutti gli operatori e coloro che si occupano di gioco.

Compreso chi si schiera a spada tratta contro la ludopatia ed anche di ascoltare quella parte di detrattori che proprio non vorrebbero il gioco d’azzardo presente sull’intero italico territorio. Il Governo con l’articolo 15 dovrà dimostrare di mettere in campo quel desiderio di sistemare il “suo gioco pubblico” ed una volta per tutte dimostrare che “tiene” a questo comparto che economicamente è più che valido per gli interessi del Paese.

Quello che appare una profonda discrepanza tra le esigenze del sistema-gioco ed il suo futuro è che quella tempistica di circa 24 mesi appare oggi, e con le criticità che il mondo ludico si trascina purtroppo da anni, un tempo “immane” e che difficilmente l’intera industria del gioco, e tutte le posizioni della filiera, riusciranno a gestire con quella tranquillità necessaria che si dovrebbe applicare nella ristrutturazione di una normativa che “fa acqua da tutte le parti”.

Il settore dei Giochi aveva grandi aspettative

Forse il settore del gioco si aspettava un riordino nazionale “a breve”: non sicuramente dall’oggi al domani, ma neppure un’attesa di circa due anni che lascerà per questo periodo, che per il gioco rappresenta un tempo lunghissimo, tutte le sue imprese in balìa della normativa attuale che sinceramente è poco sopportabile, poco gestibile e che mette in condizioni le imprese di continuare a confrontarsi con TAR e Consiglio di Stato per vedere acclarati i propri diritti che sono spesso messi in discussione dalle famose Leggi Regionali “capestro”.

Come si possa uscire da questo impasse è difficile immaginare come riuscire a trovare un percorso “percorribile” se non continuando a vivere come il mondo del gioco è abituato a fare da quattro o cinque anni: altro tempo decisamente lungo nel quale il settore ha subito davvero di tutto affrontando tassazioni in continuo aumento, omologazioni in crescita, burocrazia sempre più presente, normative del tutto ostative al gioco pubblico, e quindi lecito, confrontandosi oltre tutto con la rinascita dell’illegalità che sta prevaricando le attività legali, quasi “mettendole all’angolo”: e si può dire che non è di certo un bel vivere commercialmente.

Decisioni attese ma mai arrivate

Un’altra decisione, attesa dal settore era una previsione sulla riduzione dell’offerta di gioco ed una riqualificazione di quella esistente: ma di questo nell’articolo 15 non esiste traccia e bisogna ricorrere a qualche proposta di legge per trovare una possibile traccia che possa rincuorare le attività presenti sul territorio e possa anche riuscire a far mettere in circolo i vari progetti che le attività di gioco vorrebbero portare a buon fine.

Quindi, probabilmente verrà presa in considerazione quella proposta che riprende l’Intesa tra Stato, Regioni che era stata raggiunta alla fine della 17a Legislatura e che aveva già tracciato una specie di percorso attuativo per arrivare al riordino nazionale dei giochi, compresi i siti di gioco migliori online con licenza ADM dove poter provare la scopa con soldi veri in modo sicuro.

Infatti, alcuni aspetti sono già contenuti nell’attuale Legge Delega come per esempio il tema delle distanze e quello della formazione degli operatori, mentre sempre nella delega manca qualsiasi richiamo a ridurre la domanda e l’offerta sul territorio e si sta ancora cercando di capire quale sia l’idea precisa che “macina” nella mente del Governo in questo senso.

Non vi è traccia anche della riforma delle Case da Gioco che avrebbero bisogno di tanti chiarimenti e tanti interventi vivendo, seppur nel loro numero decisamente esiguo, in una situazione di mancanza di tranquillità “commerciale”. Anche qui andrebbe fatto qualcosa, ma il Governo non si è ancora espresso ma sicuramente non ha potuto affrontare tutti i punti di intervento nella Delega che risulta non essere completamente esaustiva.

Cosa peraltro prevedibile: comunque, nella Delega si è fatto solo riferimento al fatto che “preferibilmente si dovrebbe concentrare il gioco in luoghi dedicati” e non si riesce a percepire bene se in queste parole il Governo intenda inserire anche i Casinò.

Servono degli interventi sostanziali

Ma senza dubbio si spera che a breve verranno dettagliate e specificate le varie forme di intervento della Legge Delega: almeno ciò è quello che sperano tutti gli addetti ai lavori che ricercano nelle espressioni inserite nell’articolo 15 della citata Delega qualsiasi riferimento attuabile e da mettere in pratica per la sistemazione dell’intero mondo dei giochi.

C’è solo da sperare che, visto che il Governo si “è decisamente esposto” con l’articolo 15 dedicato al gioco, che questo sia prodromo davvero di far arrivare in porto, e finalmente, il suo riordino e che non rimanga soltanto un articolo “buttato là come contentino” per tutto il suo settore.

E ci si augura ovviamente non sia così: sarebbe davvero deprimente, demotivante, inaccettabile, ma sopratutto sarebbe davvero una mancanza di rispetto per il comparto che richiede ed aspetta da anni un vero intervento istituzionale per la sistemazione e la rivisitazione della sua normativa peraltro promesso in più di un’occasione.

Alcune cose che non convincono a pieno

Un’altra cosa che lascia perplessi è che la riforma fiscale contenuta nella Legge Delega, e che coinvolge anche il gioco, farà forse fatica ad arrivare ad effetti realistici in tempi ragionevoli, non in quelli sicuramente immaginati dal mondo del gioco. Si può soltanto sperare che visto che la riforma fiscale riguarda punti parecchio complicati in generale da affrontare e risolvere, ciò che riguarda il gioco non passi in seconda linea rispetto a tutte le altre esigenze.

E che, come sempre, il mondo ludico non si trovi a dover aspettare ancora più a lungo ed a diventare un argomento ed una ristrutturazione “che può attendere” rispetto alle tantissime altre esigenze che il Paese aspetta di risolvere e che il Governo deve affrontare.

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Pubblicazione:
24 Aprile 2023
ore
09:30

Author: Bruce Peterson