nuova sicurezza per il settore dei giochi

L’affidabilità e la sicurezza nel mondo dei Giochi sono essenziali

nuova sicurezza per il settore dei giochi

Chi ama il mondo dei giochi e rispetta ciò che ha fatto negli anni per l’economia del Paese offrendo “senza se e senza ma” tantissime risorse alle casse erariali, non si può dimenticare quelle frasi che venivano esternate con estrema freddezza e con una certa frequenza da un certo schieramento politico durante i due Governi Conte: “il gioco è immorale, approfitta delle debolezze altrui ed è gestito da delinquenti”.

Sono parole difficili da cancellare perché dette con arroganza ed, oltre tutto, senza essere a conoscenza che per essere una “Riserva di Stato”, e poter acquisire una concessione, serve avere dei requisiti finanziariamente e personalmente irreprensibili, nessun carico penale ed una certa solidità appunto a livello economico.

Ecco spiegata questa breve premessa che ci conduce a ciò che ha ribadito il Consiglio di Stato quando asserisce che non può essere concessa licenza per la raccolta del gioco pubblico in caso di frequentazione di soggetti “sospetti o controindicati”.

Infatti, l’affidabilità di chi rappresenta lo Stato nel settore così delicato dei giochi e delle scommesse deve essere trasparente sia in relazione allo stesso titolare della concessione che nei suoi legami familiari ed anche per quanto riguarda il suo giro di amici che deve essere irreprensibile.

I concessionari di Gioco devono essere immacolati

Oltre che le proprie amicizie si devono inserire anche le frequentazioni di un concessionario che non devono “avere alcuna macchia”. E perché in queste righe ci si sta confrontando con questo argomento che difficilmente viene evidenziato quando si parla del settore?

Se non da quel famoso schieramento politico che ne aveva fatto quasi un mantra nelle sue dichiarazioni pubbliche visto che quella frase che era solito profferire aveva senz’altro un effetto mediatico impegnativo: così serve fare un po’ di chiarezza nelle parole della premessa che riguardano un caso specifico nel quale è intervenuto il parere del Consiglio di Stato che spesso viene chiamato in causa quando si parla di mondo dei giochi e di quello che solitamente lo circonda.

Ci si riferisce ad un appello presentato da un operatore che intendeva avere la licenza di un punto di gioco pubblico che gli era stata negata da parte della Questura di Napoli per la mancanza dei requisiti in relazione alla “buona condotta”. Ricorso presentato per la riforma dell’ordinanza cautelare del TAR Campania che confermava il rigetto dell’istanza relativa al rilascio della licenza.

Per il Consiglio di Stato l’ordinanza del TAR risultava ben motivata tenendo conto che le frequentazioni attuali dell’appellante erano indirizzate a soggetti “controindicati” e non erano, come asseriva il ricorrente, “conoscenze frequentate in gioventù”.

Serve più sicurezza anche sul territorio

Ma non finisce qui “il racconto” della poca affidabilità o della poca chiarezza per quello che riguarda i rappresentanti dello Stato sul territorio: ci si vuole confrontare specificatamente con lo stesso operatore, già in possesso di licenza ma per la commercializzazione di un servizio ludico diverso da quello di cui si tratta nel ricorso presentato e che quindi deve soggiacere al parere ancora una volta del CdS che ora “ci piace” esaminare.

Innanzi tutto, ci si trova a disquisire su di una sentenza del TAR che statuiva la cancellazione dall’elenco RIES degli operatori del gioco, di un titolare di un punto di gioco che non aveva la licenza che consentiva la trattazione delle apparecchiature da intrattenimento, ma autorizzazione destinata ad altri servizi, ovviamente sempre di gioco: infatti, il ricorrente non è risultato essere realmente in possesso della licenza di pubblica sicurezza necessaria per l’installazione di tali apparecchi come peraltro lo stesso aveva auto-certificato, ai sensi dell’art.

86 Tulps. Dichiarazione non vera e che secondo la normativa in essere prevede di fatto la cancellazione dal già citato elenco RIES: e giusto per ricordare l’affidabilità che i rappresentanti del gioco pubblico devono avere nei confronti sia delle stesse istituzioni che dei giocatori ed anche la correttezza e la sincerità che devono circondare questo tipo di rapporti e che in questa precisa situazione non sono stati rispettati nella loro globalità.

Si cerca affidabilità anche nel gioco online

Ma ritornando all’intervento del TAR si deve prendere atto che lo stesso precisava che la licenza rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli -Ufficio Regionale della Lombardia- copriva la gestione di rivendita ordinaria di generi di monopolio ed il servizio di ricevitoria del lotto, ma non costituiva sicuramente titolo per autorizzare l’installazione degli apparecchi da intrattenimento o gestire uno dei migliori casino online sicuri italiani dove giocare con soldi veri è un divertimento.

Tale licenza costituisce titolo per rappresentare le autorizzazioni derivanti dall’art. 88 Tulps rilasciate dalla Questura competente per territorio, “ovvero le autorizzazioni di cui all’art. 86 Tulps rilasciate dal Comune dove l’esercizio di gioco è collocato”, secondo la legge in vigore.

Però, nulla di questi titoli comportano e comprendono la possibilità di una gestione delle apparecchiature da intrattenimento: apparecchi che risultano, dunque, messi in campo senza alcuna autorizzazione e nonostante il ricorrente al TAR avesse dichiarato nettamente il contrario, auto-certificandosi e così compiendo di fatto una dichiarazione falsa, anche se questo è soltanto il parere di chi scrive.

Proprio in ragione di tutto quanto esposto, al Consiglio di Stato correva l’obbligo di confermare che tale assenza di licenza di Pubblica Sicurezza impone la cancellazione dal RIES e preclude secondo la normativa corrente già richiamata più sopra, la iscrizione nel medesimo elenco per cinque anni.

L’onestà e la sincerità ripagano sempre

Il fine del “racconto” di questi due episodi è comunque quello di sottolineare che nel mondo del gioco, ma come in qualsiasi altro settore ed anche nella vita almeno per la maggior parte delle persone la correttezza, la sincerità, la moralità non sono soltanto sostantivi femminili e singolari ma rappresentano il modo giusto per confrontarsi nel sociale.

Special modo quando si rappresenta come nel caso del gioco pubblico, la legalità sul territorio e dei prodotti dello Stato: dunque non si deve uscire da questi binari che devono far parte del quotidiano di ognuno di noi ed anche di ogni operatore coscienzioso. Il continuo monitoraggio del settore e le varie pronunce dei TAR sono il supporto che vuole mantenere “pulito, sano e corretto” un settore che già per sé stesso è un mondo delicato ed a volte rischioso.

Altri articoli interessanti:

Pubblicazione:
1 Ottobre 2023
ore
09:11

Author: Bruce Peterson