gioco sano che protegge giocatori e legalita

Gioco pubblico è legalità, responsabilità ed occupazione

gioco sano che protegge giocatori e legalita

Le quattro strade importanti che vengono messe in campo dal mondo del gioco e che lo contraddistinguono sono proprio queste: responsabilità, legalità, fiscalità ed occupazione.

Se non si arriva a comprendere questo e se la mente di qualcuno non riesce ad attualizzarsi ed allargarsi per comprendere che il gioco pubblico è un comparto che deve essere assolutamente presente, seppur meglio distribuito e trattato in modo omogeneo da nord a sud dello Stivale, per queste sue quattro linee principali che cerca di percorrere con tutti i suoi operatori che rappresentano il prodotto di Stato significa che ancora oggi si è alla ricerca di una falsa moralità che nel 2023 non dovrebbe davvero di certo far parte del quotidiano.

I tempi cambiano così come è cambiato il gioco e quello che propone che si è dovuto confrontare con le richieste dei propri giocatori che cercano nuove esperienze: oggi l’intera industria ludica è concentrata a produrre prodotti sempre più tutelati e sicuri ed anche programmi che contengono le migliori strategie per contrastare il seppur minimo segnale di gioco problematico.

E ciò viene fatto dal settore senza alcun specifico incipit da parte delle istituzioni, solo perché le aziende che operano in questo settore desiderano avere un gioco sano e divertente e non vogliono temere di avere nei propri punti di gioco persone “che si rovinano la vita” come i soliti detrattori continuano a voler sostenere.

Il settore dei giochi viene troppo demonizzato

Ed allora chi beve alcol a dismisura o chi si droga? Chi guida senza patente magari sotto gli effetti di queste due derive come possono essere “giudicati” e come devono essere sostenuti? Perché le campagne di demonizzazione dei detrattori del gioco non si orientano invece anche su questo importante problema e le loro battaglie continue sono combattute soltanto contro il mondo ludico, le sue imprese ed i suoi operatori?

Ma chi rappresenta il gioco non è un rappresentante dello Stato? Le attività di gioco e le concessioni che vengono rilasciate sono autorizzate da una legge speciale e dunque consentite dallo stesso Stato.

Ma quel che più conta è che qualsiasi imprenditore che creda nel business del gioco mira ad avere un’attività legale che presume e spera “protetta dallo Stato” che la consente. Dunque, perché ancora oggi esiste qualcuno che non demorde e continua a lanciare strali contro il gioco pubblico come se lo stesso fosse davvero la piaga del secolo?

Comunque, si è visto che ogni eccesso porta ad una deriva: cosa ci sarebbe di meglio che cercare di migliorare la presenza del gioco pubblico sul territorio, regolamentarla a livello nazionale, mettere dei gestori formati con le nuove regole ed informati su come intervenire se un utente manda anche un seppur piccolo segnale di difficoltà.

Un percorso di crescita che il Gioco deve affrontare

Questo sarebbe un atteggiamento consapevole da parte di tutti sempre tenendo in considerazione che il percorso del comparto, compresi i casinò ADM, è delineato da quelle quattro linee guida che ne segnano il cammino che intendono proseguire con la caparbietà che l’intera industria del gioco ha dimostrato anche durante il periodo pandemico che ha sottoposto il settore a decisioni “discutibili” a posteriori.

Nessuno può controbattere che quel periodo è stato senz’altro il più buio del settore ludico: ha messo a repentaglio la sua forza di rappresentare la legalità, garantire le risorse necessarie per l’economia del Paese, ed anche di continuare a sostenere i suoi lavoratori che in alcuni casi hanno dovuto subire un destino non certo voluto e deciso dalle stesse imprese ludiche.

Aziende che sono state costrette a subire decisioni davvero contrarie ad ogni logica se si pensa che la chiusura del gioco pubblico ha fatto in un certo senso “rinascere” l’illegalità che ha tratto profitti enormi da questo passo falso dello Stato centrale che sembrava in quel momento costretto a prendere decisioni senz’altro “ingiuste” per il “suo settore pubblico”.

Ripartire di slancio per un futuro migliore

Ma tant’è, se è vero che il passato non si può cambiare, sembrerebbe che si potrebbe invece cambiare il futuro sempre a mezzo di quel famigerato riordino che sta prendendo forma, se non succede qualcosa di eclatante che potrebbe far cambiare gli indirizzo presi dall’attuale Esecutivo di Giorgia Meloni.

Unico Governo recente che pare avere a cuore il destino del mondo dei giochi, dei suoi operatori e dei suoi lavoratori e lo ha dimostrato sin dal suo insediamento allargando davvero le braccia a tutto il comparto che se dovesse ritornare a funzionare come un tempo avrebbe ancora più risorse da riversare nelle casse dello Stato.

E forse questa è stata la molla principale che ha spinto l’attuale Governo ad intraprendere la strada del riordino nazionale dell’intero settore del gioco, oltre a quello della Giustizia per far riacquistare al settore quella dignità e quel rispetto che un settore che rappresenta la legalità sul territorio ha il diritto di avere proprio e che nel tempo sono andati desolatamente perduti.

Il comparto del divertimento è ancora molto importante

Responsabilità, legalità, fiscalità ed occupazione ritorneranno così ad essere predominanti in un comparto essenziale e rappresentativo: quel gioco pubblico che viene apprezzato ed imitato a livello internazionale e che qui proprio nel suo Paese non viene apprezzato. É proprio vero che “nemo profheta in Patria”.

E per entrare un po’ di più nella quarta linea principale seguita dal gioco, quella dell’occupazione indispensabile ed importante per l’equilibrio dell’economia, ci vorrebbe un occhio attento per guardare anche all’interno di questo comparto ma cercando anche di fare qualcosa di più: esaminare tutto ciò che “trascina” attorno con sé… che non è di poca entità sia economica che occupazionale.

Il settore dei Giochi abbraccia tante realtà diverse

Infatti, il gioco pubblico è fatto di tante realtà, di tante verticali distributive dei prodotti: tutto con sistemi e parametri diversi ed anche con profili fiscali diversi, con esperienze di gestione dei lavoratori diverse e con diversi livelli occupazionali.

Questo rispecchia in parole povere quante imprese possano far parte dell’indotto del settore ludico il cui insieme tra diretto ed indiretto comporta un numero di circa 150mila soggetti occupati: dato che per il Paese rappresenta un impegno di un certo livello e che fa considerare il mondo ludico uno dei settori più “prolifici” per quanto riguarda l’occupazione.

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Pubblicazione:
25 Novembre 2023
ore
07:54

Author: Bruce Peterson