rapporto ancora conflittuale tra m5s e gioco

Gioco d’azzardo e Scommesse sportive alla deriva con il M5S

rapporto ancora conflittuale tra m5s e gioco

Chi segue anche se da diversa angolazione il mondo dei giochi non si può certo scordare le tante e furiose campagne di demonizzazione che il Movimento Cinque Stelle ha sempre messo in campo, come non ci si può scordare del divieto totalitaristico della pubblicità dei giochi e delle scommesse “fortemente voluto” dal suo leader di allora, Luigi di Maio.

Personaggio “stellato” che con un gran colpo di mano più veloce della luce metteva in atto, complice il Decreto Dignità di buona memoria, tale divieto proibizionistico riuscendo ad assestare un colpo decisamente basso al mondo del gioco ed anche a quello dello sport -e particolarmente del calcio- privandoli di tantissimi contratti vantaggiosi per entrambe i settori: rapporti e sponsorizzazioni che erano in atto da tantissimi anni producendo una corposa sinergia commerciale valida e proficua.

Sempre, dunque, alle stesse persone che non possono essersi dimenticate di tutto ciò, oggi si vuole sottoporre un’ulteriore battaglia messa in campo sempre dal M5S.

Movimento che attualmente si auspica che il decreto attuativo sul gioco tenga conto dei disastri sociali ed economici che lo stesso comparto ludico può provocare: sì, proprio quel “gioco, piaga del secolo” nei confronti del quale serve sempre e comunque tenere gli occhi ben aperti, anzi spalancati.

Un discorso sul Gioco che dura da anni

Dunque, se “buon sangue non mente” i partecipanti attuali dello stesso Movimento portano avanti il discorso impostato allora sempre da Di Maio, però forse con meno ferocia di quest’ultimo, anche perché nel frattempo esperti in materia e ricercatori che si sono applicati allo studio approfondito del gioco d’azzardo sono riusciti a spiegare quanto la ricerca di questo fenomeno faccia parte dell’essere umano.

Ricerca ed uso che per fortuna non rende tutti i suoi partecipanti problematici o patologici, come a volte si vorrebbe far intendere, e fenomeno che non tocca soltanto il nostro Paese che sempre secondo il M5S non è particolarmente attento alle derive drammatiche che il gioco può provocare, se non avvicinato con consapevolezza e responsabilità si potrebbe aggiungere.

Quindi, assodato – fortunatamente- che non tutti coloro che frequentano il gioco vengono indotti in dipendenze gravi ed incontrollabili, forse si potrebbe cominciare a percepire e guardare il gioco d’azzardo in modo diverso e non come fosse realmente la causa di tutti i mali.

E, sopratutto, contro il quale non necessita spiegare ed armare compagini di detrattori che lo combattono e che senza sosta lo demonizzino, seppur senza una realistica motivazione, quanto meno giustificata e sostenuta da validi supporti medici e di ricerca.

Il Gioco dev’essere sempre approcciato nella maniera giusta

Sicuramente, non ci si deve nascondere dietro un dito e pensare che il gioco d’azzardo se non bene approcciato, non arrivi a procurare derive scomode e difficili: ma considerare però che qualsivoglia abuso, come accade anche in altri campi come l’alcol e la droga, comportano identiche e spiacevoli derive. Ma chissà perché queste altre derive non sono sempre costrette a subire campagne denigratorie così mirate come si fa nell’ambito del gioco d’azzardo.

Questi atteggiamenti “partigiani e provocatori” da tempo stanno destabilizzando l’intero mondo ludico ed hanno molto contribuito a far percepire una pessima immagine di un settore legale ed autorizzato dallo Stato. Infatti, l’opinione pubblica, od almeno una corposa parte di essa, continua a percepire il gioco come un settore “delinquenziale” così come i propri operatori ed addirittura chi vi si rivolge.

Obbiettivamente, la maggior parte dei frequentatori del gioco è composta da persone che si vogliono divertire ed intrattenere senza rischiare di raggiungere l’estremo disturbo da gioco d’azzardo che, purtroppo, miete vittime nel sociale rovinando l’esistenza di chi non riesce a gestire con intelligenza la propria voglia di gioco che non deve mai sovrastare la voglia di divertimento.

Così, ed in virtù di tutto quanto descritto più sopra, oggi ci si trova a confrontarsi con una sorta di nuova bocciatura da parte del M5S del riordino nazionale dell’intero settore, poiché viene visto troppo permissivo e poco rispettoso della salute pubblica.

Una parte politica che storce il naso sul riordino del Gioco

E riordino che non tiene conto anche dei costi consistenti che le sue derive possono causare ai territori e, quindi, alla economia globale della Nazione, indirettamente.

D’altra parte, sembrava inevitabile aspettarsi che questo Movimento schierato all’opposizione “prendesse male” l’ormai arcinoto riordino dopo che lo stesso Movimento ha basato tante sue campagne elettorali, e la sua partecipazione agli scorsi Governi, proprio sul contrasto del mondo dei giochi e di tutto ciò che vi gravita attorno.

Anche se, fortunatamente, tante iniziative sono state poi tarpate e piano piano dopo il Governo Conte I e II gli Esecutivi che sono seguiti sono (quasi) riusciti a riconsegnare al settore la dignità ed il rispetto dovuto ad un comparto che aiuta in modo anche piuttosto consistente le casse dello Stato e sostiene la quadratura del bilancio del medesimo che, senza la raccolta dei giochi, avrebbe senz’altro qualche ulteriore difficoltà a chiudersi. Ma la riflessione del deputato Antonio Caso del M5S forse andrebbe vista da un’altra angolazione.

Il settore ludico vuole che il futuro sia migliore

Infatti una disamina più approfondita potrebbe anche vedervi un percorso propositivo, sopratutto se rivista in questi giorni laddove si sta avvicinando la discussione sulla tematica del gioco con vincita in danaro: gioco ritornato sotto i riflettori della stessa politica proprio per via della redazione del decreto attuativo in materia della Legge Delega dietro le proposte della commissione di esperti istituita con lo scopo di chiarirne la specifica materia per essere poi sottoposto all’attenzione del Vice Ministro dell’Economia.

Dal M5S non arrivano pareri favorevoli

Ma quello che non si può evitare di notare è che il M5S non ha di certo espresso un parere favorevole né sul riordino, né tanto meno sul fare complessivo del Governo Meloni sottolineando che in questo anno di carica l’operato dello stesso è da ritenersi assolutamente negativo.

Nonostante si ostenti il cambiamento non sono apparse proposte nuove ed anzi soltanto interventi mirati a distruggere ciò che era stato fatto in precedenza. Sopratutto, non valutando attentamente lo stato di salute economica dei cittadini… e nemmeno proponendo una propositiva valutazione sul mondo dei giochi al quale, forse, si sono “aperte un po’ troppo le braccia”!

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Pubblicazione:
22 Dicembre 2023
ore
08:46

Author: Bruce Peterson