ascolto degli operatori nel riordino del gioco

Come fare il riordino del gioco d’azzardo: ascolta i tuoi operatori!

Pubblicazione: 26 Gennaio 2024 ore 08:41

ascolto degli operatori nel riordino del gioco

Senza ombra di dubbio, per il mondo del gioco l’aver ottenuto l’attesissima Delega per il riordino della sua normativa globale per tutti i comparti essendo il gioco un unico settore con un unico mercato, è stato un ragguardevole obbiettivo ma che non deve essere il solo.

Infatti, si è certi che per riuscire a mettere sul piatto un riordino che possa rispettare tutti i suoi interpreti sia assolutamente necessario, se non imprescindibile, ascoltare tutte le voci dell’intero comparto perché soltanto con questo si potrà riuscire a creare qualcosa di positivo sia per il settore, che per i giocatori, che per le casse dell’Erario.

Se l’Esecutivo si comporterà in modo diverso e non ascolterà veramente le esigenze con le quali gli addetti ai lavori si confrontano tutti i giorni e cose che stanno facendo, purtroppo, da anni… non si arriverà mai ad un riordino globale ma ad un rappezzamento dell’attuale normativa, si faranno interventi “a spot”, se ne riordinerà una parte e non si arriverà mai ad un riordino nazionale dell’intero settore.

Per intenderci, non si affronteranno per bene le criticità e le problematiche del gioco terrestre, dell’amusement, di quello online, dei nuovi giochi digitali, tutto ciò che compone un unico settore del divertimento e dell’intrattenimento: ma oggi “ci piace” anche valutare cosa intende fare davvero l’attuale Governo per il suo riordino.

Una buona partenza che faceva sperare tutti

Governo che era partito così bene, al suo insediamento, che sembrava volesse donare nuovamente al mondo del gioco pubblico quel rispetto e quella dignità che per anni sono stati calpestati dalle famigerate Leggi Regionali “capestro” che sono state “consentite” dalla latitanza e dall’indifferenza dei vari precedenti Esecutivi che si sono presentati alla guida del Paese non rispettando però proprio il gioco pubblico, Riserva di Stato!

Ma già ora con il chiacchiericcio circa il primo intervento per il riordino solo dell’online le speranze degli operatori sembrano vanificarsi, rimettendo insicurezza nel futuro dell’intero settore: e questo non pare proprio un bene.

Ed è in ragione di queste considerazioni che si vorrebbe fare, visto che si è arrivati alla fine di questo 2023, anno foriero di tanti avvenimenti tragici sopratutto a livello internazionale, una specie di bilancio politico special modo per il futuro del gioco cercando di mettere sulla bilancia, quindi per ottenere un riordino equanime per tutti i suoi protagonisti, anche un vero coinvolgimento dei suoi operatori nella stesura del riordino ludico e nella definizione delle sue regole.

Però, nel frattempo, servirebbe fare anche un bilancio dell’operato globale del Governo che per alcuni non è stato per nulla positivo sotto diversi aspetti.

Il Governo deve restare concentrato sui suoi obiettivi

Ed ancor di più si afferma che l’Esecutivo del Premier Meloni si sia incamminato non per (tentare) risolvere “i guai” del Paese, quanto per affermare una “presa di potere”: cosa che sarebbe rappresentata da una sorta di occupazione militare del servizio pubblico televisivo con il risultato negativo di aver affossato la qualità dei servizi e sopratutto gli ascolti, ma anche da un allentamento della lotta e dei presidi contro la corruzione e le mafie.

Superfluo fare presente che queste riflessioni vengono dall’opposizione che continua nelle sue considerazioni che vanno a sfiorare gli obbiettivi che si dovrebbero raggiungere in relazione all’offerta del gioco con vincita in danaro ed al suo riordino.

Per fortuna anche l’opposizione ritiene che l’argomento gioco , compresi i casinò online italiani con licenza ADM, sia complesso e difficile poiché si parla di un settore che muove somme imponenti e dove questo accade è evidente che esistono criticità.

Problematiche che derivano innanzitutto dalla mancanza di una legge organica, un Testo Unico sul gioco che possa regolamentare l’intero settore in modo equanime anche perché il Paese si trova in presenza di un’offerta di gioco piuttosto pressante, e disciplinata da normative che regolano i suoi comparti molto ampie.

Normative che discendono dal Codice Civile e Penale, dalle Leggi Regionali, dalle diverse sentenze della Corte Costituzionale, da provvedimenti contenuti nelle svariate Leggi di Stabilità: ma questo evidentemente non pare sufficiente.

Alla ricerca di una normativa che metta tutti d’accordo

La carenza di una legge organica dà luogo a situazioni critiche e ad una specie di cortocircuito istituzionale tra Enti Locali e Stato centrale circa una regolamentazione precisa e da una riforma dell’intero comparto dei giochi che appare indispensabile ed improcrastinabile.

Ma la Legge organica e la ristrutturazione del settore ludico hanno la necessità assoluta dell’intervento degli operatori del gioco prima di addentrarsi in un percorso di definizione delle regole: e ciò perché soltanto chi vive il gioco in prima persona può “sentire di pancia” quali siano le criticità da risolvere e quelle che pesano maggiormente sulle attività delle Riserve di Stato che oggi, a causa della normativa vigente, non riescono ad effettuare il proprio percorso di rappresentanti della legalità sui vari territori.

E così facendo non si riesce a tutelare neppure la salute del folto popolo di giocatori che, per fortuna, non sono tutti problematici come qualcuno vorrebbe far intendere, e provvedere anche alla sicurezza del territorio.

Insomma, il riordino ludico dovrà veramente ricorrere all’ascolto degli addetti ai lavori di ogni segmento che va a comporre il settore globale del gioco e nessuno dovrà sentirsi escluso da questo “ascolto”.

La filiera del Gioco dev’essere assolutamente ascoltata

Dovrà essere sentita l’intera filiera del gioco assieme agli interlocutori politici, alle associazioni di categoria e dei consumatori, a coloro che vigilano sul settore ed anche ovviamente alle associazioni che si occupano di contrastare le derive che discendono dall’abuso del gioco: tutti dovranno essere parte attiva nella stesura della nuova normativa che deve rispettare gli interessi di tutti e non soltanto soddisfare i “desideri delle casse erariali” nelle quali le tante risorse del gioco vanno da sempre a riversarsi.

La salute dei tanti giocatori, in erba ed acquisiti da tempo, va indiscutibilmente tutelate con ogni forma: è necessario che tutta la politica, quindi il Legislatore, ponga in essere forme concrete e forti per contrastare il gioco problematico, campagne di sensibilizzazione ed informazione, la formazione dei suoi gestori che devono essere in grado di intervenire appena appare anche il pur “minimo sentore” che l’utente si avvicini al rischio di non saper gestire la propria voglia di gioco.

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Author: Bruce Peterson