si protrae attesa per riordino del gioco

Attendendo il Riordino del Gioco: come Reagiscono le Regioni

Pubblicazione: 23 Gennaio 2024 ore 15:16

si protrae attesa per riordino del gioco

Forse, immersi nel seguire le “voci di corridoio” che lasciano trasparire le diverse novità sul riordino dell’intero settore dei giochi, ma anche l’intenzione più che confermata che si è deciso di intervenire prima sul gioco online che su quello terrestre lasciando senz’altro basiti tutti i suoi operatori, chi scrive si è dimenticato di comunicare a chi ancora ci legge con insospettabile pazienza che le Regioni, per non rimanere troppo a lungo in ostaggio delle decisioni della politica che stentano a prendere forma, hanno deciso di fare da sé seguendo i dettami dell’antico proverbio.

Così hanno modificato le proprie Leggi Regionali (capestro) sul gioco, cercando di non renderle così restrittive, facendo dei grossi passi in avanti cercando di salvaguardare finalmente anche le attività delle Riserve di Stato che fino a quel momento sembravano davvero in balìa di norme ed ordinanze emesse “tendenzialmente per far fuori” tutto il sistema-gioco, ma purtroppo solo quello legale: mentre quello illegale continua a spaziare in lungo ed in largo quasi senza remore.

Quindi, si potrebbe affermare che anche se il benedetto arrivo del riordino dell’intero settore dei giochi sta davvero “facendo penare” tutti i suoi addetti ai lavori questo 2023 volge alla fine, ma con importanti novità relative alla regolamentazione del gioco pubblico.

Interventi Regionali in autonomia

E con questo ci si riferisce proprio agli interventi “regionali” dei diversi territori che per salvaguardare l’economia delle proprie realtà sono intervenuti con qualche “variazione sul tema” delle Leggi sul Gioco al fine di non comprometterne anche l’occupazione.

In effetti, le Regioni ed i Comuni non potevano permettere che a causa delle norme messe in campo dalle relative Amministrazioni alcune aziende operanti nel gioco potessero chiudere non potendo portare a termine il proprio percorso commerciale inviso alle norme restrittive in essere.

Ben venga quindi qualsiasi intervento sia stato effettuato dai vari territori in attesa di quel benedetto riordino che lascia spazi aperti a considerazioni e riflessioni sicuramente non “piacevoli” sopratutto per il gioco terrestre.

Così, si vuole curiosare in lungo ed in largo sui territori del nostro Stivale guardando, prima di altre, cosa ha fatto la Regione Calabria: dall’inizio di quest’anno è stata modificata la Legge Regionale che imponeva il distanziometro, bloccandone la entrata in vigore retroattiva per le attività di gioco già autorizzate mantenendolo solo per le concessioni rilasciate dopo 2018.

Anche in Sicilia, sempre dall’inizio di quest’anno è arrivata l’eliminazione del distanziometro “rincorrendo alcune decisioni precedenti” e dando, quindi, spazio lavorativo alle attività di gioco pubblico.

Non mancano di certo le perplessità

Nel Lazio, il Consiglio dei Ministri ha dato via libera alla Legge del 2022 che si dedicava a disposizioni per la modifica alla Legge Regionale del 2013 ritoccando le regole tecniche degli apparecchi con alcune prescrizioni indirizzate ad interrompere l’eventuale “immersione compulsiva nel gioco” attraverso orologi, sistemi di diffusione sonora e cartelli informativi da installare nelle sale.

Modifica che ha suscitato qualche perplessità sopratutto per la riduzione della frequenza delle singole giocate a non più di una ogni trenta secondi, ritenuta inapplicabile. In questo modo il gioco delle slot machine perde un pò del suo fascino originario.

Perplessità sollevate anche per la separazione degli spazi nelle sale dove l’unica attività svolta consiste nell’offerta del gioco legale dall’Associazione AS.TRO che si è confrontata con il Governatore del Lazio, Rocca: ma da quel momento su questa discussione è però caduto il silenzio e quindi ci si interroga sul come sia andato a finire il tutto.

Una certa chiarificazione è stata offerta da un responsabile SAPAR che conferma che esistono ancora criticità presenti nella Legge Regionale del Lazio: come il distanziamento degli apparecchi che ormai risulta essere una norma che non ha senso, l’impostazione oraria che per i punti di gioco dedicati potrebbe anche considerarsi in linea con le loro esigenze, ma che invece non vale per la rete generalista.

Si cerca di ottenere buoni risultati

Serve ragionare, invece, in un’ottica di prevenzione e questo sembra l’unico cammino percorribile che possa riuscire ad ottenere dei risultati tangibili. Comunque, questione Lazio ancora in alto mare e così si intende passare ad un altro territorio.

Eccoci in Friuli Venezia Giulia dove ci sono state novità in questo 2023 dove una Legge relativa alle “Misure per la semplificazione e la crescita economica” ha modificato la Legge del 2014 relativa al subingresso nelle attività di gioco estendendola anche alle attività di scommesse con varie indicazioni tra cui che il nuovo contratto venga stipulato con lo stesso concessionario, non vengano mutate le precedenti condizioni contrattuali e vengano mantenuti i medesimi apparecchi situati nello stesso ambiente.

Anche le Marche sono finite sotto i riflettori, laddove finalmente sono riuscite a raggiungere verso la metà di luglio scorso un traguardo importante: l’eliminazione della retroattività della Legge del 2017 comprensiva di un distanziometro che sarebbe entrato in vigore anche per le “vecchie attività” relative al 2017.

Prevenire il Gioco patologico è meglio che curare

Oltre a questo risultato gli operatori di quel territorio proseguono per la promozione di strategie per la prevenzione del fenomeno del DGA, l’attuazione di un codice etico di autodisciplina e l’impostazione di limiti orari uguali su tutto il territorio regionale.

Il Piemonte, poi, sempre in battaglia con il mondo dei giochi, è in ogni caso intervenuta proprio in materia di gioco pubblico disciplinando i corsi di formazione indirizzati alla prevenzione del gioco problematico e sottoponendo anche qualche ritocco alla Legge Regionale del 2021 che non sono stati ritenuti sufficienti dal settore e da alcuni Comuni.

Discussioni anche sul gioco senza vincita in denaro

Si passa poi alla Toscana ma in questo caso riferendoci al gioco senza vincita in danaro: è stata approvata una proposta di legge che modifica la Legge Regionale per disciplinare il divieto di utilizzo da parte dei minori delle famigerate ticket redemption, prevedendo sanzioni sino ad un massimo di 500 euro in caso di inosservanza.

In attesa di precisazione delle norme di attuazione ancora oggi (a decorrere dal 10 agosto scorso) in corso di definizione. E con questo “elenco globale e sommario” sugli interventi Regionali si vuole dire un “grazie speciale” a quei territori che si sono schierati per una volta “quasi al fianco” delle attività ludiche per mantenerle in vita e preservare quindi i loro lavoratori, con tutto ciò che può girare intorno in modo indiretto alle diverse attività ludiche.

Altri articoli interessanti

 

Author: Bruce Peterson